L’anima del cuoco: Rubem A. Alves

“Un pasto è l’anima del cuoco fatta cibo”. L’idea è di Rubem Alves, pastore della chiesa presbiteriana, teologo (a lui si deve l’espressione “teologia della liberazione”), psicoanalista e scrittore brasiliano, e sin dalla prima edizione Un paese e cento storie si è presentato al pubblico attraverso queste parole, tratte dal libro Parole da mangiare  (1998).

Tra cucina e alchimia, rendiamo omaggio a un grande intellettuale, che così efficacemente ha saputo sintetizzare il miracolo della cucina.

La cucina è un luogo di trasformazione, nulla deve restare uguale. Il fuoco e i suoi alleati sono all’opera… Ciò che è duro deve essere intenerito; gli odori e i sapori che vi sono imprigionati devono rivelarsi: cucinare è come dare il bacio magico che ridesta il piacere addormentato. Ma da sola, la cucina è morta.
Perché viva, occorre un’anima: il cuoco. Un pasto è l’anima del cuoco fatta cibo.

Rubem A. Alves, Parole da mangiare, ed. Qiqajon, Biella 1998

ladirce

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