La filastrocca della Dirce

Questa filastrocca ci è stata inviata dalla classe V A della Scuola Primaria di Sant’Angelo in Lizzola, che per Un paese e cento storie 2013 ha curato la “passeggiata raccontata” nel paese un tempo abitato, tra gli altri, dai Mamiani e dai Perticari. Grazie di nuovo ai bambini e alla loro insegnante Elisa Antonini, che con tanto entusiasmo hanno accompagnato gli ospiti della nostra iniziativa a spasso per le vie del loro “paese bello”.

La filastrocca della Dirce

Della Dirce la filastrocca
inventare or ci tocca,
con le rime giocherem
per divertirci tutti insiem.

La nonnina poveretta
sa già cosa l’aspetta:
sul vassoio un bel paesino
servito da un bambino.

Con la Dirce sul petto
e un ombrello a mo’ di tetto
le miniguide preoccupate
sono molto frastornate.

C’è chi trema, chi ripassa,
e chi invece si rilassa:
la sua parte ha ben studiato
ed è poco emozionato.

C’è chi arriva anche in ritardo
come un razzo sul traguardo;
urla a tutti:-Aspettate!
Sono qui, non iniziate!

I turisti ci hanno visti
con le facce un poco tristi
per il tempo pazzerello
che portava via il cappello.

Se il tempo peggiora
– sospirava una signora –
dovremo scappare in fretta.
Oh che disdetta!

Durante la passeggiata
la pioggia è cessata:
un arcobaleno in cielo è spuntato
e S.Angelo abbiam raccontato.

Del teatro e delle chiese
per le vie del paese,
delle caricature di Franci Mario
restaurate per il suo centenario.

Dello stemma e del palazzo,
della torre da uno spiazzo,
tra le vie del castello
ecco a voi il paese bello.

Alla fine abbiam mangiato
e la Dirce ringraziato;
i turisti han bevuto e ci han detto: -Ci è piaciuto!

A ricordo dell’esperienza,
e nessun è rimasto senza,
una calamita ci han donato
e tutti insiem abbiam festeggiato.

Gli alunni della V A della Scuola Primaria di Sant’Angelo in Lizzola

Sant'Egidio

ladirce

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