Da Gabicce a Gabicce Mare

Dalla stazione balneare della Borgata Tavollo alla Baia verde e blu, passando per la Capri dell’Adriatico: nascita di una vocazione turistica tra Marche e Romagna

di Simonetta Bastianelli
da “Promemoria”, n. 0

Se in passato le guerre, i passaggi di truppe, le espoliazioni, gli incendi furono i “killer” degli archivi, in tempi più vicini a noi sono stati soprattutto i trasferimenti e gli scarti dissennati a menomare la documentazione degli enti pubblici. L’archivio comunale di Gabicce Mare, che oggi sembra aver trovato pace dopo tanto peregrinare, di traslochi e di scarti ne ha patiti tanti! Ogni informazione tratta dalla lettura dei suoi documenti sembra quindi più preziosa, tanto più quella desunta tra le righe di un argomento lontano da ciò che si sta cercando.
Tra i punti all’ordine del giorno di una seduta di Consiglio del lontano 1907, vi è quello riguardante la costruzione di un ponte sul torrente Tavollo, assolutamente necessaria, faceva sapere il sindaco Adamo Franchini, allo scopo di aprire una comoda e sicura comunicazione fra la borgata Tavollo e il paese di Cattolica. L’opera era senz’altro di pubblica utilità trattandosi di evitare continue e gravi disgrazie che avvengono pel passaggio del porto canale di Cattolica privo di ponte… Ma è stata l’altra motivazione addotta ad avere attirato la nostra attenzione: il comodo passaggio sarebbe stato utile anche a dar vita rigogliosa a tale borgata [Tavollo] ricercata ed amata dai signori forastieri specialmente per la stazione balneare.
Qui si sta istituzionalizzando la sempre decantata vocazione turistica di Gabicce: siamo ai primi del Novecento e si parla di stazione balneare in un atto pubblico.
L’adozione del progetto del ponte, in parte girevole, era già stata deliberata favorevolmente dal Consiglio comunale di Cattolica, sebbene i maggiori vantaggi fossero per Gabicce e si sarebbero risolti nella costruzione di molti fabbricati nella borgata Tavollo con vita di guadagno e benessere per gli abitanti tutti… senza escludere che il Governo pure darà un contributo, facilitando il ponte, il servizio delle Regie Guardie di Finanza di Cattolica obbligate in oggi di servirsi di un battello e quindi ad una spesa pel suo mantenimento…
Da questo momento, e in particolar modo dagli anni Trenta, sarà difficile trovare una deliberazione che non abbia almeno un accenno alla bellezza del luogo, al suo clima salubre, all’aumento della presenza di turisti, di cui molti stranieri, all’incremento dei servizi durante la stagione estiva, al nascere di alberghi e a tutto quanto ha fatto della piccola Gabicce la grande Ospite.
Il 6 Dicembre 1932 il Commissario prefettizio delibera di chiedere che il Comune di Gabicce venga dichiarato “luogo di soggiorno, turismo e svagoconsiderato che possiede tutti i requisiti per essere dichiarato tale, avendo nella frazione di Tavollo una ridente e ricercata spiaggia e nel Capoluogo [Gabicce Monte] un soggiorno climatico per eccellenza, data la sua incantevole posizione elevantesi a picco sul Mare Adriatico, con un panorama aperto lungimirante la pianura di Romagna tanto che nell’estate particolarmente è meta di innumeri stranieri e connazionali…
Nel giro di neanche un ventennio si riscontra che il numero degli alberghi-pensioni e ville private è fortemente aumentato. Ormai la popolazione ha costituito motivo prevalente di attività e di vita solamente il TURISMO.
Ecco un’istantanea dall’anno 1950: la capacità ricettiva è tale da poter ospitare oltre 5.000 bagnanti al mese; sono censiti 17 alberghi; più di 250 alloggi privati sono affittati a 2000 persone; oltre al cinema, sono stati aperti 2 Dancing per il ballo all’aperto; si stanno ultimando Pensioni per un totale di 180 posti letto.
Uno sviluppo che ebbe il suo apice negli anni Sessanta e che richiamò dai paesi vicini un numero considerevole di operatori, impegnati a “fare la stagione”. E pensare che nei ricordi di una bambina di quegli anni, che non aveva ancora elaborato il senso della distanza, venivano da molto lontano…

Nella foto: Gabicce – Tavollo, Albergo-Pensione Della Santina (da Gabicce – Il Dolce Colle, Stradella, 1933).

 

ladirce

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